Come affrontare la vita che ti affronta

Quando ho deciso di aprire il blog l’ho fatto con la voglia di parlare della vita e delle cose belle che posso essere fatte o che ho fatto. Condividere gli attimi, i posti, le esperienze e i sogni che vivo o che mi transitano nella piccola testa piena di tante idee campate per aria.  All’ultima presentazione a cui ho partecipato (vi lascio il link qui del libro in questione) mi sono portata a casa la consapevolezza che si’, non esistono fatti positivi o negativi. Esistono i fatti. Non ci e’ dato sapere del perche’ capitino proprio a noi, perche’ in determinati frangenti della vita e magari proprio quando pensiamo di essere meno pronti per affrontarli; pero’ ci sono, capitano. Bisogna solo accettarli.

Lo so cosa state pensando: Ok Giulia, tante belle parole pero’ che ne sai di fatti negativi?

Partiamo dal presupposto che non mi reputo ipocrita e quindi, se non mi fossi trovata in uno stato “negativo” forse questo post non l’avrei mai nemmeno scritto. La situazione pero’ e’ questa: nemmeno un mese fa mi hanno rubato la bicicletta, poi il telefono e adesso i soldi dalla carta di credito. Sono quindi senza soldi e in attesa del prossimo stipendio (il prossimo mese). Come posso pero’ usare quest’esperienza in senso positivo?

  1. Ho scoperto di avere una rete di sicurezza disposta a darmi una mano. E non intendo la famiglia, proprio le persone che orbitano attorno alla mia quotidianita’. Quest’esperienza mi ha mostrato che NON SONO SOLA.
  2. Ho scoperto che parlare dei problemi li rende un po’ piu’ piccoli e soprattutto non rimangono intrappolati nella testa a fare danni.
  3. Molte cose sono superflue, diamo per scontato praticamente tutto una volta che entra nella nostra routine: andare a bere, mangiare fuori, prendersi un gelato. Solo perche’ possiamo farlo tutti i giorni diventa una banalita’. Non poter assecondare anche solo un gelato per qualche giorno/settimana e’ invece una doccia fredda di realta’.
  4. Impari a fare le cose diversamente: niente macchina, mi muovo se posso e vivo piu’ a contatto con la natura.
  5. Ho imparato che a piangere e disperarsi ci si fa del male solo ed esclusivamente a noi stessi. Fisicamente e mentalmente. Bisogna invece imparare ad accettare, perche’ a tutto c’e’ una soluzione. Anzi, c’e’ una sola cosa che non ha soluzione ed e’ la morte. Per tutto il resto, invece, c’e’ sempre un margine di miglioramento.

Quindi ecco, ho smesso di piangermi addosso e aspettero’ il nuovo mese per potermi mangiare un bel gelato nonostante gli odierni 40 gradi all’ombra. Mi scuso per i prossimi post ma that’s my life. Non voglio fingere che la realta’ sia diversa, saro’ contenta per chi mi vorra’ accompagnare e seguire un sorriso alla volta in questo/i mese/i di stenti 🙂

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