Islanda e altri rimedi (I)

Come organizzare un viaggio in Islanda?

Viste le mille domande su ogni singolo aspetto di questo viaggio affascinante, ho deciso di mettere insieme quello che ho fatto dalla A alla Z. Io mi sono invece affidata completamente alla Lonely Planet e credo che sia un supporto veramente utile per poter girare l’Islanda (mappa delle zone e delle strade dettagliatissima).

Premetto che non ho praticamente organizzato nulla da casa. Mi sono preoccupata piu’ del materiale da portare che del viaggio da fare. Ma in fondo era la mia idea di partenza: perdermi in questa terra per vedere che cosa l’Islanda aveva da offrirmi. E in fondo ho sempre amato viaggiare in questa maniera. Una volta individuati gli “imperdibili”, poi pero’ bisogna perdersi. Ed e’ una cosa che amo fare continuamente.

I salvavita:

– una buona tenda (Quickhiker 2 )
– un gran bel sacco a pelo (i mio andava a -18 gradi e alcune notti ho avuto freddo – Ferrino)
– un materassino che isoli dal freddo della terra ultralight e confiante –> link
– abbigliamento termico (1,2,3 strato + calze da montagna)
– giacca pesante e antipioggia
– scarponcini (potete andare anche solo con questi, io ho usato i salomon mid)
– costume + asciugamano! 🙂

Passiamo quindi al viaggio. Non si va in Islanda se non lo si pianifica con un certo anticipo ( a meno che non abbiate veramente tanti soldi da buttare). Personalmente ho deciso di spendere nel volo (A\R Malpensa – Reykjavik = 400 euro con bagaglio in stiva) e nella macchina (normalissima utilitaria (Ka) per due settimane = 600 euro, qui il link della piattaforma che ho utilizzato), il tutto prenotato a fine Febbraio per le ultime due settimane di Giugno. Ho poi deciso di girare in tenda perche’ cosi’ invece di spendere dai 50€ in su per un letto in camerata, ho speso 10-15 euro massimo a notte. I soldi risparmiati li ho investiti in attivita’ che diversamente non mi sarei mai potuta permettere di fare. Altro aspetto: ho mangiato fuori una sola volta, e in questo caso ho risparmiato veramente tanti soldi perche’ una semplice zuppa costa l’equivalente di 20 euro e normalmente e’ difficile trovare anche solo un panino a meno di 15 – 18 euro (nei ristoranti).

Partiamo quindi dal principio.

Milano Malpensa, ore 23.30 arrivo all’aeroporto per partire con l’aereo della WOWair (compagnia di bandiera che da Giugno a Settembre garantisce voli diretti) all’1.20 di notte. Quando ho prenotato pensavo fosse uno scherzo e invece cosi’ non e’ stato.
Volo di 4 ore e mezza in cui sarebbe stato bello dormire, ma a causa dell’aria condizionata gelata ha reso il viaggio un vero e proprio inferno. Fortunatamente nel bagaglio a mano avevo almeno giacca antivento che ho usato per riscaldarmi almeno le gambe. Arrivata a Keflavik alle 3.45, sono subito andata a ritirare la macchina (compagnia Thrift, la piu’ economica che ho trovato) e mi sono immessa sulla Road 1.

PREMESSA:
In Islanda la strada principale e’ la numero 1, dalla quale poi partono le diramazioni verso l’interno. La 1 e’ sempre asfaltata, mentre le altre devono essere valutate di volta in volta. A giugno non e’ stato un problema perche’ al limite ho fatto strade non asfaltate ma che percorribile perche’ con ghiaia e poche buche. Ho avuto problemi solo nella parte dei fiordi dell’ovest.

Imboccata la 1, sono quindi uscita dalla zona dell’aeroporto in direzione Reykiavik. Arrivata nella city alle 5 ho quindi deciso di parcheggiare la macchina e dormire un paio di ore in modo da potermi godere la giornata. Alle 8 mi sveglio dentro il mio sacco a pelo in macchina, nel parcheggio della piscina di Reykjavik. Dopo il sonno ristoratore decido che non mi fermero’ per il mio primo giorno in Islanda in una citta’. Sono ansiosa del verde, le terre immense, gli spettacoli che NationalGeographic mi ha meticolosamente illustrato negli anni. Cosi’ prendo la 1 e vado verso Nord. Da subito capisco che la strada, anche se una, puo’ essere percorsa e assaporata in miliardi di modi. La direzione e’ il nord, ma non ho ancora deciso dove di preciso. Le soste per ammirare i panorami naturali diventano sempre piu’ frequenti e dopo le varie deviazioni del caso arrivo a Olafsvik alle 19.00. Il campeggio e’ ben attrezzto e per il modico prezzo di 1100 corone (11 euro) monto la mia tendina per la prima volta sulla terra del ghiaccio e del fuoco.

Con una sveglia biologica alle 8 (ora italiana), in islanda mi sveglio alle 6. Decido comunque che per il primo giorno posso dormire un po’ di piu’ e recuperare la notte in volo. Alle 9 (ora islandese 🙂 ) sono quindi pronta per partire.
Rif, Hellissandur (con visita alla “Cave” formatasi sotto il vulcano del famosissimo libro “Al centro della Terra”. La visita costa 35€ a persona e dopo un paio di scale a chiocciola arrivi veramente nel centro della terra. )
Consiglio poi di arrivare all’estremita del fiordo, da li si puo’ cominciare ad assaporare veramente un primo assaggio di Islanda (ho visto in lontananza delle orche che nuotavano verso il largo).
– La giornata la trascorro poi al parco nazionale dello Snaefellsjokull

CONSIGLIO: mai rimanere con meno della meta’ di benzina se non si sa dove si va. Soprattutto in questa parte dell’islanda le stazioni sono distanti magari anche 100km una dall’altra. (La benzina e’ chiamata 95oktan)

-Seguendo l’anello che costeggia il fiordo vado quindi a Hellnar (dove puoi salire sul vulcano collassato. Attorno sembra di essere su Marte) per poi arrivare in tarda serata ad Akureyri. Purtroppo non riesco a percorrere la parte dei fiordi Occidentali, con la mia macchina rischio di bucare o avere seri problemi poi con l’assicurazione dell’autonoleggio.

 

Annunci